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Presa di posizione sul riciclo chimico

In un documento, Chemical Recycling Europe chiede di superare i limiti che ancora frenano lo sviluppo del riciclo chimico in Europa.

12 aprile 2019 08:50

La neonata associazione Chemical Recycling Europe (leggi articolo) ha pubblicato un position paper sul riciclo chimico, con l’intento di richiamare gli aspetti più urgenti che frenano lo sviluppo di queste tecnologie in Europa, utili per ricondurre nell’economia circolare i rifiuti che non possono essere recuperati mediante riciclo meccanico.

Il riciclo chimico consente infatti di riportare il rifiuto plastico giunto a fine vita, anche eterogeneo o inquinato da additivi e impurità, allo stato di monomero o intermedio riutilizzabile al pari del vergine per la sintesi di nuove plastiche, oppure in combustibile o in qualsiasi altro prodotto suscettibile di un utilizzo industriale o commerciale.

L'associazione guidata da Carlos Monreal, chiede alle istituzioni in primo luogo il riconoscimento esplicito del riciclo chimico e l’avvio di adeguate politiche di sostegno per poter sfruttare appieno queste tecnologie nell’ambito del piano di azione sull’Economia circolare.

Chiede inoltre condizioni di parità per tutte le tecnologie di riciclo, meccanico e chimico, con il riconoscimento di quest'ultimo nella gerarchia dei rifiuti per favorire la raccolta e poter conteggiare il relativo apporto negli obiettivi UE. Servono processi di raccolta e selezione più efficienti, individuando per ogni frazione l’opzione di fine vita più sostenibile, mentre sul fronte legislativo occorre sviluppare norme armonizzate in ambito UE in materia di riciclo chimico dei diversi polimeri.

Chemical Recycling Europe sprona inoltre le autorità europee a ridurre il ricorso a discariche e all'incenerimento dei rifiuti di plastica, proponendo il riciclo chimico come valida alternativa, come dimostra l’analisi del ciclo di vita (LCA). Infine, chiede chiarimenti sull’allineamento tra end-of-waste e regolamento Reach.

Secondo l’associazione, gli obiettivi fissati dalla Commissione europea nella Plastics Strategy, ovvero recuperare nei prossimi anni almeno 10 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, non sono raggiungibili senza ricorrere anche al riciclo chimico, poiché quello meccanico presenta dei limiti in termi sia di qualità, che non consente ancora di sostituire su larga scala la plastica vergine, sia di costi di recupero e selezione per alcune frazioni di rifiuti.

© Polimerica -  Riproduzione riservata

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